Muli Ferdinandea archeologia Calabria

Calabria: mare, trekking e archeologia industriale

Una vacanza in Calabria tra mare poco affollato, boschi e le Reali Ferriere Borboniche, siti archeologici molto particolari.

Quest’anno è stata per tutti un’estate decisamente anomala.

Alla ricerca di zona di mare in Italia poco affollate e dall’acqua cristallina, la scelta è ricaduta sulla zona sud della Calabria, nel versante ionico.

Mai scelta fu più azzeccata, sia per i chilometri di spiagge deserte, che assicurano il famigerato “distanziamento sociale”, sia per quanto l’entroterra calabrese ha da offrire per una vacanza non di solo mare.

Resti archeologico delle ferriere di Mongiana in Calabria e del forno fusorio borbonico

Il mare in Calabria ionica del Sud

Se quello che cercate è un mare pulito e davvero poco affollato, questa zona della Calabria potrebbe fare proprio per voi.

La scelta è stata quella di fare base nel caratteristico e fresco borgo di Santa Caterina dello Ionio, un piccolo paese che sta pian piano risorgendo dopo essere stato abbandonato per lungo tempo.

Da qui avrete da scegliere se dirigervi verso il mare del:

  • nord: spiagge nei dintorni di Soverato, molto belle ma più affollate, oltre al problema parcheggi che non è mai da sottovalutare
  • sud: da Santa Caterina in giù, non avrete che l’imbarazzo della scelta. Chilometri di spiagge di ciottoli tra cui potrete scegliere se posizionarvi vicino ad un lido organizzato o in solitudine.

Mare deserto in Calabria ad agosto

La Calabria ionica del sud, tra mare e antiche fonderie

La risorsa della Calabria sono anche le persone.

Una delle più belle esperienze fatte in Calabria ionica del Sud è stata quella di conoscere Danilo e Giorgio.

A volte conoscere casualmente le persone giuste può aprirti le porte verso luoghi davvero inaspettati, e solitamente lontani dalle mete turistiche tradizionali.

Danilo Franco è uno studioso di archeologia industriale calabrese e delle Reali Ferriere Borboniche, facente parte dell’ACAI (Associazione Calabrese Archeologia Industriale).

Giorgio Pascolo è una guida ambientale escursionistica professionista dell’associazione TrekkingStilaro.

Entrambi si mettono in gioco per promuovere il più possibile il loro territorio, le loro ricchezze e la loro storia.

Non ringrazierò mai abbastanza Danilo e Giorgio per aver investito un’intera loro giornata, permettendomi di scoprire con loro le antiche tracce del glorioso passato industriale calabrese nascoste tra i boschi.

sentiero dei boschi di Stilo in Calabria

Il tempo è la risorsa più preziosa che noi abbiamo, perché non torna indietro.

E non è solo il loro tempo che hanno speso; ci sono dietro tanto studio, fatica e rinunce.

Archeologia industriale, questa sconosciuta

Cosa viene in mente quando si pensa ai siti archeologici della Calabria e della Sicilia? Solitamente i più bei templi, teatri e ville, greche e romane.

Ebbene, in Calabria ho scoperto con stupore la bellezza dell’archeologia industriale e delle Reali Ferriere Borboniche.

Quello che vi propongo è un percorso per veri intenditori e adatto a chi ha voglia di scoprire luoghi lontani dal turismo di massa della Calabria.

Scoprirete quindi:

  • il villaggio operaio di Mongiana
  • la fonderia di Mongiana oggi divenuta museo tematico
  • gli scavi di Chiesa Vecchia
  • la fonderia Ferdinandea

Boschi di Stilo in Calabria

L’archeologia industriale della Calabria diventa risorsa turistica

Perché visitare questi siti archeologici calabresi? Perché sono un unicum in merito all’archeologia industriale.

Mentre in altre parti d’Italia e d’Europa i siti industriali si sono evoluti nel tempo fino a come li conosciamo oggi, qui il tempo si è fermato, cristallizzato al 1881.

La Calabria era un comparto industriale già molto attivo prima dell’arrivo dei greci, grazie alle risorse nascoste tra i boschi dell’entroterra.

Stiamo parlando di:

  • giacimenti di limonite, pirite e tanti altri minerali,
  • boschi da cui ricavare il legno da trasformare in carbone per alimentare gli impianti industriali,
  • fiumi in grado di fornire energia motrice agli impianti.

Grazie a queste caratteristiche nella vallata della fiumara Stilaro si è sviluppato uno dei più grandi poli industriali meridionali.

Il nostro percorso inizia a Mongiana, prosegue verso il sito archeologico di Chiesa Vecchia e si conclude a La Ferdinandea.

Visitare Mongiana, il polo siderurgico e il villaggio

In tanti ricorderemo di aver studiato tra i banchi di scuola i villaggi operai sorti in Inghilterra o Francia; ebbene qui siamo in Italia.

Il piccolo e caratteristico paese di Mongiana, ci accoglie con le sue abitazioni colorate e il fresco dei boschi limitrofi, che in pieno agosto è più che piacevole.

L’aspetto odierno è quello di un’oasi di pace, pronta ad accogliere turisti amanti del trekking.

ingresso antica fonderia di Mongiana in Calabria

Mongiana ha però un passato davvero illustre e non a caso qui sorge il MUFAR, il Museo Fabbrica d’Armi; da qui parte il nostro percorso alla scoperta delle ferriere borboniche.

La cittadina di Mongiana inizia a prendere forma dal 1768, proprio grazie alla presenza della grande fabbrica d’armi e delle ferriere del territorio.

Il nome stesso di Mongiana è quello del Fucile Mongiana da fanteria, prodotto qui ed usato dall’esercito delle Due Sicilie.

Ma cosa sono queste ferriere? Sono stabilimenti siderurgici di lavorazione dei metalli, utili a produrre, appunto, armi ed altri oggetti anche di vita quotidiana.

Il paese di Mongiana nasce quindi per accogliere i lavoratori che trasferitisi qui da tutta Europa con le loro famiglie, e creare così un vero e proprio villaggio militare operaio autonomo.

Visitare il villaggio di Mongiana

Testimonianza di lavoratori provenienti da oltre confine fino a Mongiana sono proprio i cognomi che ancora oggi caratterizzano la popolazione di Mongiana.

Le generazioni degli antichi operai infatti vivono ancora qui.

Il villaggio era un esempio unico di organizzazione e di rispetto per la vita degli operai e delle loro famiglie. A Mongiana era infatti presente una scuola specializzata per i figli degli operai.

La scuola garantiva loro un’istruzione di base ma anche tipologie di insegnamento legate alle lavorazioni siderurgiche, e quindi al loro futuro lavorativo.

Il MUFAR, il Museo Fabbrica d’Armi e l’area produttiva siderurgica

La grande fabbrica d’armi, che un tempo dava lavoro agli operai ed all’indotto delle ferriere, oggi è il fulcro turistico da cui si parte alla scoperta di questo comprensorio siderurgico.

L’ingresso alla fabbrica dà il benvenuto al visitatore con le sue alte colonne doriche in ghisa, alte 4,8 metri e realizzate con un solo getto di materiale metallico.

intervista danilo franco davanti all'ingresso del MUFAR

Il progetto che vediamo oggi è opera di D. Fortunato Savino e venne realizzato nel 1852, sulla vecchia fabbrica di canne di fucile voluta proprio da Gioacchino Murat.

Vi troverete davanti un museo moderno, dove il visitatore può utilizzare schemi interattivi e tablet per gestire in autonomia il suo giro alla scoperta della fabbrica.

Nello stabile dove oggi è presente il museo veniva prodotto l’armamento leggero, ossia spade, fucili e pistole.

C’è poi una zona limitrofa al museo, ritrovata negli anni ottanta, dove è possibile passeggiare tra i resti della grande fonderia, dove il minerale estratto a Pazzano veniva trasformato in ghisa.

panorama fonderia di Mongiana in Calabria

L’importanza nazionale di Mongiana era tale che la sua fonderia:

  • era l’unica del sud autorizzata a produrre i busti del re Ferdinando Secondo,
  • possedeva i più grandi altiforni d’Italia.

Una volta prodotta la ghisa in fonderia, questa veniva consegnata alle ferriere sparse nel territorio e collocate lungo il fiume.

Ogni ferriera era specializzata in un tipo di produzione e tipo di qualità del metallo lavorato.

antica fonderia di Mongiana in Calabria

Le ferriere avevano il compito di trasformare il materiale in ferro per la realizzazione di spade, fucili, cannoni, ma anche prodotti per la società civile come bracieri, binari e campane.

Il ritrovamento dei resti delle antiche ferriere è stato possibile risalendo il fiume. Le tracce da seguire sono state le scorie di limonite che hanno permesso di individuare cinque delle ferriere presenti nel territorio.

minerali estratti nelle zone di Stilo in Calabria

Gli scavi del villaggio minerario di Chiesa Vecchia

Un antico villaggio siderurgico di Chiesa Vecchia sorge su quello che si ritiene essere il più antico villaggio sorto proprio in ragione di una attività di tipo siderurgico.

area archeologica di Chiesa Vecchia Calabria

Siamo immersi tra i boschi di Stilo, splendidi per il trekking, e dopo un brevissimo tratto di sentiero si arriva nei pressi di un’area attrezzata posta lungo le rive di un torrente.

Nonostante la vegetazione faccia da padrona, si notano subito i resti della tracce murarie di quella che forse fu una piccola chiesa e la sezione ben visibile della sezione della canna di un antico e raro forno a manica.

sezione antico forno fusorio nell'area archeologica di Chiesa Vecchia in Calabria

La fonderia Ferdinandea e le sue potenzialità ricettive

Un’altra suggestiva fonderia borbonica è la Ferdinandea, che si trova proprio nell’omonima zona ricoperta interamente da boschi di faggio e abete.

La fonderia Ferdinandea, avviata per iniziativa di Ferdinando I delle Due Sicilie, fu completata sotto il regno di Ferdinando II da cui prese il nome.

Vista dei caseggiati dell'antica fonderia Ferdinandea in Calabria

Qui il tempo sembra essersi fermato; tutto va al ritmo lento dei boschi, anche il degrado purtroppo.

Il complesso occupava 15.000 metri quadrati di suolo, di cui una parte dedicata alla fonderia e l’altra agli appartamenti reali, le strutture amministrative e agli alloggi per il personale operaio.

Fino agli anni 70 questo posto era vivo, dotato di aree di ristoro. Oggi è patrimonio silente e ricco di storia, che rimane in attesa di rinascere e mostrare tutta la sua bellezza grazie a nuove destinazioni d’uso.

Chiesa presso il complesso di Ferdinandea in Calabria

Storia industriale della Calabria, poco conosciuta e studiata

L’apparato industriale calabrese è stato il fiore all’occhiello d’Italia dalla notte dei tempi fino al Regno Borbonico. Cosa accadde dopo?

La zona venne travolta dalle vicende e dagli interessi politici legati all’unificazione d’Italia e venne volutamente escluso da qualsiasi piano di sviluppo, depotenziato e dismesso dal governo sabaudo.

Le attività cessarono definitivamente nel 1881.

Questa importante ingiustizia che ha colpito il territorio di Stilo, così come gran parte del meridione d’Italia, è ancora molto sentita dagli abitanti del luogo.

Aspetto molto importante è il fatto che proprio le generazioni più giovani come quella di Giorgio stiano cercando di far rivivere il territorio grazie al grande potenziale turistico ancora in parte inespresso.

Una voglia di riscatto importante, che parte dai piccoli centri e dalle realtà museali, con l’obiettivo di creare una rete di persone e realtà che possa contribuire al futuro sviluppo del territorio.

effige reale su una campana in ferro prodotta a Mongiana in Calabria

Luoghi dove la natura e l’uomo sono stati legati in modo importante, oggi costituiscono un’opportunità.

Un’opportunità per recuperare e restituire la memoria collettiva al proprio territorio, innescando virtuosi impulsi sociali e turistici.

In bocca al lupo Calabria!

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Calabria del sud, mare e trekking e archeologia industriale
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Un itinerario alla scoperta dei siti di archeologia industriale della Calabria, un unicum in Italia di villaggi operai ed antiche ferriere e fonderie immerse tra i boschi di Stilo
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Sono Arianna, e nel mio blog racconto “viaggi di scoperta“.
Ti propongo percorsi di viaggio ed esperienze culturali attive, esclusive ed in grado di farti immergere in modo nuovo nella realtà dei territori che visiterai.

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