Stanza del Fregio di Beethoven Gustav Klimt.

Le esperienze alternative di Vienna se ami architettura e mete insolite

Visitare una Vienna alternativa e inusuale, lontana dai fasti delle residenze imperiali, è un’esperienza turistica stimolante proprio perché la città è sempre stata un luogo fertile per lo sviluppo delle arti e dell’architettura.

Basti pensare a personaggi illustri come l’architetto Adolf Loos e l’artista Gustav Klimt, o il contemporaneo artista Friedensreich Hundertwasser, precursore dell’architettura sostenibile cittadina.

Tra una torta al cioccolato ed una passeggiata in bicicletta lungo la Ringstrasse di Vienna, vi propongo due mete insolite e per amanti dell’ architettura:

  • il Palazzo della Secessione viennese,
  • Hundertwasserhaus, le case popolari di Vienna.

Sempre per gli amanti dell’architettura viennese, non perdetevi anche l’articolo dedicato al Loss American Bar realizzato dall’architetto Adolf Loos.

Visitare il Palazzo della Secessione Viennese Vienna alternativa

Se avete voglia di scoprire dove si riunivano proprio Klimt ed i suoi amici secessionisti ad inizio Novecento, potete visitare la sede simbolo del Movimento della Secessione Viennese.

Il Palazzo della Secessione è un edificio progettato e costruito per dare risalto al movimento modernista della Secessione Viennese. Oggi al suo interno si trova una bellissima sede per esposizioni d’arte.

Diciamo che capisco che visto dall’esterno questo edificio possa sembrare una torta un pò alternativa (mi perdonino gli architetti).

palazzo della secessione viennese con cupola d'oro a vienna

Il movimento secessionista aveva qui la propria sede e quartier generale.

Siamo nei primi anni del Novecento e 19 artisti, tra cui Gustav Klimt, Egon Schiele e Otto Wagner decidono di creare un’associazione di artisti, in modo da abbracciare quante più tipologie di arti possibili.

Questo edificio alternativo ha una notevole importanza per i secessionisti perché è la materializzazione del loro pensiero.

In modo pratico, tangibile e visibile a tutta la città di Vienna dichiarano quella che noi oggi chiameremmo “vision”, ossia la loro idea principale: l’opera d’arte totale.

Ma perché questo edificio è un esempio di opera d’arte totale? Semplicemente perché alla sua realizzazione partecipano tutte le arti, in un’opera unica e soprattutto rivoluzionaria.

Capisco che al nostro occhio lo stile non sia dei più sobri, vista la cupola esterna con foglie di lauro dorate.

Cupola di lauri dorati Palazzo della Secessione viennese a Vienna
Fonte: Wikipedia

L’opera totale del Palazzo della Secessione viennese Vienna alternativa e insolita

Scoprirete la Vienna alternativa se non vi fermerete all’esterno. Abbiate il “coraggio” di entrare a scoprire un ambiente ben diverso da quello che avete immaginato.

Ricordiamoci che siamo nel primo novecento; cosa facevano le vostre bisnonne nel primo novecento? Com’erano?

Ora immaginate le bisnonne dalle gonne ampie e con l’ombrellino per il sole che entrano in una galleria d’arte minimale e bianca, simile per certi versi ad un museo contemporaneo degli anni 2000. Io mi diverto sempre ad immaginare lo shock nel loro volto.

Ma c’è di più. Se fino a quel momento gli spazi erano ben definiti e delimitati da mura possenti, qui invece l’idea straordinaria è proprio la flessibilità.

Uno spazio ampio e vuoto, senza mura divisorie ma solo con esilissimi pilastri; senza finestre visibili ma illuminato dall’alto.

La flessibilità dello spazio in architettura è un concetto estremamente moderno, e qui viene organizzato tramite pannelli mobili in grado di modificare lo spazio stesso all’occorrenza; pensate che rivoluzione!

Uno spazio luminoso, quasi effimero ma funzionale allo stesso tempo (purtroppo non è permesso pubblicare foto dell’interno, quindi a voi la scoperta).

Ma lo stupore della nostra bisnonna non finiva qui, perché ad aspettarla c’era un’opera d’arte, il Fregio di Beethoven di Klimt, realizzato nel 1902.

Questo fregio enorme oggi si trova in un locale sotterraneo dedicato. Sviluppato su tre pareti, il Fregio di Beethoven ti abbraccia con i suoi 34 m di lunghezza.

Stanza del Fregio di Beethoven Gustav Klimt.
Fonte Wikipedia

Quindi, dopo le arti relative ad architettura e pittura, è la volta della musica.

Klimt infatti dedicata questo dipinto al grande compositore Ludwig van Beethoven.

Beethoven in quegli anni rappresentava proprio l’incarnazione della genialità, ed il movimento secessionista si appropria di questa caratteristica e ne fa un suo manifesto.

La prima esposizione di questo dipinto non fu proprio un successo.

Immaginiamo sempre la bisnonna che si trova davanti le tre Gòrgoni,  che raffigurano la malattia, la follia e la morte, con le relative rappresentazioni dei loro organi sessuali.

Forse per l’epoca era leggermente troppo moderno.

Gustav Klimt, Beethoven Frieze, 1902 _ John W. Schulze _ Flickr
Gustav Klimt, 1902 (Flickr – John W. Schulze)

Visitare le Hundertwasserhaus, le case popolari insolite di Vienna

Ma pure le case popolari vanno visitate? Si, pure quelle fanno parte della Vienna alternativa e insolita.

Ora ditemi se quelle in foto sotto rispondono al nostro stereotipo di case popolari.

Hundertwasserhaus, complesso di case popolari colorare di Vienna
Hundertwasserhaus, complesso di case popolari

Siamo nel 1986 a Vienna, e queste case sono a tutt’oggi gestite dal Comune.

Friedensreich Hundertwasser è un pittore, ma il suo estro e la sua genialità, nonché la lungimiranza di sposare uno stile sostenibile, lo portano a realizzare edifici molto particolari.

Negli anni ottanta, in un periodo storico votato al consumismo, questo artista decide invece di affermare che “l’architettura deve essere in armonia con la natura“.

Friedensreich Hundertwasser integra perfettamente la vegetazione nel complesso abitativo e nelle sue forme sinuose e bizzarre.

Utilizza elementi che ancora oggi sono considerati innovativi nel campo dell’architettura sostenibile, come tetti verdi e giardini pensili.

Hundertwasserhaus, complesso di case popolari, giardini pensili

Non solo un grande sostenitore della natura ma anche un critico nei confronti del consumismo e dell’individualismo dell’era contemporanea.

Le forme ed i colori insoliti dei suoi edifici sono una protesta verso l’omologazione e lo stereotipo delle città moderne.

Le curvature irregolari della pavimentazione non sono un caso, ma richiamano i sentieri delle foreste, in contrasto con le superfici piane delle città tradizionali.

Hundertwasserhaus Vienna_pavimentazione sinuosa

Al suo interno ci sono 52 appartamenti, 4 negozi, 16 terrazze private e 3 terrazze comuni sul tetto, importanti spazi di aggregazione.

Non dimentichiamo che si tratta di case private, quindi, se vogliamo avere un’idea degli interni, possiamo prendere un caffè alla caffetteria dell’edificio.

Oppure possiamo visitare la Kunst Haus Wien, disegnata sempre da Hundertwasser e inaugurata nel 1991. Si tratta di un edificio espositivo costruito su un’ex fabbrica di mobili in legno, resa caratteristiche dalle forme, dai materiali e dai colori tipici utilizzati dal pittore.

Insomma, oggi più di ieri, dovremmo solo imparare che anche l’edilizia popolare può avere la sua dignità, restituendola così anche a chi ci abita.

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Sono Arianna, e nel mio blog racconto “viaggi di scoperta“.
Ti propongo percorsi di viaggio ed esperienze culturali attive, esclusive ed in grado di farti immergere in modo nuovo nella realtà dei territori che visiterai.

Perchè non curiosare anche qui...

6 Comments

  1. Vienna è la città degli artisti, l’arte è in ogni dove e ce n’è davvero per tutti i gusti! Quanto l’ho amata!

    1. Hai ragione, è davvero una città dalle mille risorse ❤️grazie per essere passata dal mio blog 😬

  2. E’ da un po’ che vorrei visitare Vienna e ho iniziato a segnarmi i luoghi da scoprire, segnerò anche quelli che segnali in questo articolo, grazie

    1. Di nulla. Sono contenta di averti fornito degli spunti utili.

  3. Vienna è una bellissima città, siamo stati alle case popolari il quartiere è veramente fotografabile al massimo. Palazzo della secessione non ci siamo stati e anche da Klimt

    1. Sono luoghi che meritano un nuovo viaggio 🙂

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